Le collezioni presentate per la Settimana della moda uomo, tra Milano e Parigi, non hanno registrato particolari entusiasmi sia sugli addetti ai lavori che sul grande pubblico, colui che concretamente dovrà pensare di acquistare i capi della collezione che tra circa un anno ( F/W 2016,2017) popoleranno le boutique e i multibrand più famosi del mondo.
Il tartan ( must effimero che appare e scompare con cadenza biannuale) è presente sulle passerelle di moltissimi stilisti: Valentino lo propone nella versione maxi su capispalla corti alternati da inserti di pelle e da tessuti pieni di stelle interpretati in chiave funky chic, componendo una collezione il cui punto di partenza è Londra e i mitici sixties.Anche Dior Homme lo propone in una versione più leggera e iconografica, puntando oltre che sui sempre amati quadri su monocolore rosso/neri, presenti sul cappotti dal taglio definito e lunghi fino alle caviglie. Pullover in stile “ Christmas is coming” e “semplici” giacche sartoriali doppiopetto ( ornate sui fianchi da metallerie a forma di gancio che ne racchiudono il dettaglio segreto) compongono nell’insieme una collezione moderna e dalla silhouette morbida. Basta a jeans attillati e pantaloni dal taglio androgino quindi. Si punta nuovamente sulle misure over e sulle giacche / blouson che non enfatizzano i difetti del corpo ma anzi li nascondono.
Grande eleganza maschile nella passerella di Louis Vuitton che alterna a pellicce rasate in grigio canna di fucile, camicie di seta ( mood hermès) impreziosite da microdisegni da vero dandy Parigino. Il mood del viaggio tanto caro alla maison ritorna su gilet e pull smanicati, accessori e sciarpe dove si legge a chiare lettere “ LOUIS VUITTON ARTICLES DE VOYAGE”.
Gli accessori sono a forma di micro e maxi bauli, gli zaini rafforzano la loro presenza ( già introdotta nella stagione invernale in corso), l’iconico keepall presenta il monogramma in chiave tono su tono, più discreto ed elegante ma con una finitura ” serigrafata” che lo rende moderno e nuovamente “desiderabile”.
Nulla di nuovo quindi ma sicuramente buone interpretazioni della società e degli uomini, perchè ricordiamoci che gli stilisti, sono descritti dalla stampa ma devono arrivare sugli scaffali dei negozi ed essere acquistati dal grande pubblico.
Per tirare le fila, ci chiediamo: le proposte della moda hanno incontrato i desideri della gente in queste sfilate ? Si, ma con le apposite rivisitazioni; i tempi dei total look anni 90 si sono conclusi, bisogna inventare il proprio stile, mettersi in gioco e sperimentare mix&match che esprimano noi stessi, prima di tutto.
Edoardo Alaimo
Photocredits: Vogue.com/Vogue.it

