La sfilata, che rimembra nello stile i fasti dei primi defilè a Palazzo Pitti a Firenze, trae ispirazione già dall’iconico titolo alla regina di Francia Marie Antoinette, che usava porre una fascia di pizzo o organza per raccogliere i suoi fascinosi boccoli.
Ogni modello, dichiara la stilista, è in realtà dedicato a 8 figure importanti della storia, da Elisabetta D’Austria a Paolina Borghese.
Pizzi rebrodè e macramè, voile e fili di platino e paillettes per lunghi abiti ornati da cappe over in organza, fiocchi e applicazioni di cristalli per le uscite più rappresentative perfette per una sposa.
Giada Curti fa rivevere il senso più alto dell’Alta moda italiana, senza troppi giri di parole o sensi concettuali sconnessi. Ogni abito fa parte di un macro cosmo di bellezza che però vive da solo, illuminando la passerella di luce propria.
Chic è un termine che non adoro nella moda, troppo pronunciato e spesso a sproposito. Ma per la nuova collezione di Abed Mahfouz, il libanese che fa sognare le donne di tutto il mondo, non saprei davvero quale altro aggettivo potrebbe esprimere meglio tale estasiante bellezza.
Bellissimi i nuovi colori blu maui e verde menta, eleganti i tessuti ornati sempre da pietre e dalle forme molto regolari come i lunghi abiti da sera a sirena.
Gloriosa l’uscita finale della sposa, vero elogio alla produzione handmade e alla raffinatissima arte del ricamo.

