L’alta moda è fatta di opulenza ricchezza, sinuosità, estrema armonia. Quando si guarda una sfilata di Alta moda o si assiste a una sua presentazione, ci deve essere il sogno, altrimenti non è alta moda ma soltanto “moda”.
Questa stagione di Alta Roma ha visto due collezioni che ogni donna vorrebbe indossare. E’ chiaro, l’haute couture è fatta per i red carpet o le serate più esclusive, ma perchè non sognare di essere principesse contemporanee? L’occasione nella vita può sempre capitare, e l’importante è non farsi trovare impreparate.
Rani Zakhem, lo stilista Libanese che ogni anno stupisce sulle passerelle di Alta Roma, ha proposto una collezione ispirata ai mitici balli dei tempi passati . Sembra essere nel 1966, al party più esclusivo di tutta New York, il ” Black&white”party voluto da Truman Capote, appassionante scrittore de l romanzo cult ” Colazione da Tiffany”. L’euforia degli anni 60 e lo sfarzo degli anni 80 rivivono in queste creazioni sartorialmente perfette oltre che dal design assolutamente unico. Colori vivi, da turchese al corallo, dal bianco al verde Nilo, si posano su abiti con corpetto e gonna vaporosa, in tessuti preziosi e ricami super lucenti.
Da Anton Giulio Grande invece, che per la kermesse Romana ha voluto impressionare stampa e ospiti con una speciale exhibition a Palazzo Ruspoli ( vero gioiello della Capitale), va in scena una donna che usa la seduzione come un gioco. Rumori di fusa tipici di una gatta astuta animano i saloni del palazzo in cui le principesse Ruspoli fanno da perfette padrone di casa. Un particolarissimo tableau vivant ha mostrato su modelle esilissime abiti lunghi impreziositi da pizzi, rasi di seta, piume e merletti della tradizione Italiana tanto cari allo stilista Grande.
Due collezioni molto diverse ma che con lo stesso principio armonia hanno dichiarato un amore incondizionato per la donna e la sua femminilità più vera.
Edoardo Alaimo
Photocredits: Rani Zakhem press office and Alessandra Vignaroli