L’intervista del mese: Nathalie Altomonte, designer per Tahm

Questo mese ho incontrato per voi Nathalie Altomonte, designer creativa della maison Tahm couture. Nathalie è una donna fuori dal comune, visionaria, piena di idee e coraggiosa. A 45 anni ha ripreso in mano la sua vita facendo ciò che amava di più: creare.

Per voi l’ho incontrata e intervistata affinché ci raccontasse di lei. Spero che anche voi possiate godere della saggezza delle sue parole.

 

Cosa potresti dire della tua vita come donna e stilista?

“La mia vita è stata una rivincita, una grande scommessa”.

Colpita da una malattia molto rara – La sindrome di Behcet – Nathalie è tornata a vivere attraverso la forza che le persone più care sono riuscite a dornarle.

“La mia carriera come designer e creativa inizia infatti per caso. E’ stata una scommessa, un voler rinascere e credere in se stesse, scommettere che potevo farcela dopo la malattia mi ha portato a credere, per questo il simbolo del dado, che è azzardo, sfida e… destino”.

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La persona che più ti ispira?

“Mio figlio Florian”- Risponde senza esitazione – “E’ un moderno globe trotter e un cittadino del mondo. Ecco perché spesso riesco a trarre ispirazione da lui e dai suoi viaggi. La mia ultima collezione di alta moda donna chiamata “The world” si ispira proprio ai suoi viaggi, ed è un omaggio alle donne di tutto il mondo, espressione delle loro diverse culture. Mi piace creare abiti che ricordino paesi lontani; questo mi porta in giro per il mondo a cercare tessuti, perle e particolari accessori che sappiano raccontare il paese da cui provengono. Oggetti che esprimono attraverso un gusto straordinario quella che è la cultura di un popolo”.
Anche il nuovo profumo Tahm 3.5 Florian è presente; il numero che lo compone è infatti la sua data di nascita”.

 

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Qual’ è il tuo legame con gli animali?

Un amore infinito per Sissi, la chihuahua che porta con sé a party e cocktail fashion

“Non ci sono persone in grado di donare lo stesso amore che un animale ti regala; E’ un amore senza interesse, senza secondi fini. La mia Sissi ( la dolcissima Chihuahua di Nathalie), mi segue in quasi tutti i miei spostamenti, e quando non posso portarla con me rimane in famiglia o con la Tata di mia fiducia. Per lei festeggio tutti i compleanni, mi segue a tutte le sfilate e agli eventi più importanti , è una compagna fedele con cui ho condiviso molto e con cui spero di condividere ogni momento importante.
“Il mio amore per gli animali e lo stile senza dubbio….” – mi dice sorridendo – “mi ha portato a disegnare infatti un’intera linea pensata per loro. Cucce a forma di dado in plexiglas, vestiti in cashmere, collari in pelle con cristalli Swarovski e tutto il kit necessario per il viaggio con i loro padroni”.

 

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Arte e moda come convivono nel tuo percorso creativo e professionale?

“Sia l’arte pittorica che figurativa ispira molto i miei lavori come fashion designer e come creatrice di gioielli. Quando mi sento particolarmente ispirata amo dipingere personalmente, non solo su stoffa ma anche su tela, raccontando la mia storia attraverso le pennellate che mi guidano sinuose fino a comporre un quadro”.

Un consiglio per i giovani designer che si aprono al mondo del lavoro?

“Il sapere è la base per il presente di domani”.

“Tutti i giovani dovrebbero essere più attenti a quello che imparano dentro e fuori dai banchi di scuola. I genitori parallelamente dovrebbero tenerli meno sotto una campana di vetro, essere più severi con loro, ma esclusivamente per il loro bene, per insegnargli cos’è la vita fuori, che spesso sa dirti anche di no. I genitori dovrebbero togliere un apparecchio digitale in più ai loro figli e rimettergli in mano un libro. Ricordo ancora che mia madre portava me e i miei fratelli tutti i Mercoledì pomeriggio in libreria e ci donava un libro a testa. Entro il Mercoledì successivo il libro doveva essere stato letto integralmente e riassunto. Da questo ho sviluppato un grande amore per la lettura, sono diventata una persona più curiosa… e la curiosità è la base della creatività!”

 

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Qual’è il tuo motto preferito?

“Vedere sempre il bicchiere mezzo pieno”.

Chi è lo stilista a cui sei più legata?

“Sono cresciuta con Yves Saint Laurent ma nel cuore ho lei: Coco Chanel, per quello che ha fatto attraverso la sua moda. Oggi Karl Lagerfeld è il degno erede della maison, avendola resa moderna, eclettica,worldwide”.

Chi è la donna che indossa un abito Tahm couture?

“ La donna manager e la donna che ama sedurre. Non credo siano dicotomiche ma personalmente li considero aspetti diversi di una stessa medaglia. La donna è una creatura straordinaria, anche se complessa; ha bisogno di abiti che possano essere indossati in varie occasioni. Le collezioni couture per il 2015 vedranno la presenza di eleganti tailleur sartoriali così come di abiti da prèmiere, perfetti da indossare per festival e gran gala.

 

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Le prime 2 cose che ti vengono in mente pensando a un tuo abito?

Molto importante per me è la vestibilità di un abito, che deve sempre valorizzare qualsiasi forma.

In secondo luogo invece penso sempre al riutilizzo, cioè come un abito si può trasformare non destinandolo a un’unica occasione. Su tale principio compongo infatti i miei abiti e così gli outfit da sera sono strutturati in 3 pezzi ( corpetto gioiello/ gonna e sovragonna) indossabili separatamente creando mix sempre eleganti e inaspettati.

 

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Cos’è per te la moda?

Bisognerebbe che la moda oltre alla bellezza materiale che si manifesta nei suoi prodotti esprimesse un senso di bellezza eterno, immutabile e soprattutto uno stile che non passi, che sfidi il tempo, un senso di moda insomma che vada oltre la “moda”.

 

Edoardo 

 

 

Photocredits: Chiara Santoro e Luigi Scuderi

 

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