Film di stile.

            

 Attraverso il libro ” Il grande Gatsby” di Scott Fitzgerald, di certo ci veniva fornita una perfetta immagine dello scenario in cui si muovono i personaggi; della società che si racconta, che è quella di un’ America dell’oro anni 20 , di veri ricchi e arricchiti dipendenti solo a feste, macchine costose, cene …  Una società di sfarzi destinata ben presto a finire.

L’autore ci descrive un mondo vuoto, composto solo da persone asettiche, di cui non è possibile tracciare ,anche per linee guida, un carattere interiore o una loro personalità. Tutto si riduce a  un ‘ apparenza che in questo caso è anche sostanza.
Un bianco di un completo di pomeriggio che diventa simbolo di evanescenza, sogno, irrealtà.
L’abito qui racconta la non storia delle non persone. Questi personaggi avrebbero potuto avere una storia, ma hanno scelto la vacuità, o forse gli è stata imposta da un malinteso senso dell’  “essere “ . L’assenza di qualsiasi sostrato concreto posto sotto una maschera d’oro massiccio.

Chissà cosa ci riserverà adesso il film, in uscita questo dicembre 2012. 


Personalmente credo sarà un progetto importante e di successo, per quanto concerne lo stile e il valore del tempo legato a quegli anni.


Sappiamo già che per la protagonista, Carey Mulligan(Daisy), sono stati creati pezzi speciali dell’ High Jewelry Tiffany&Co e per il nostro Leonardo Di Caprio(Gatsby) sono in programma più di 50 cambi d’abito con completi rigorosamente italiani.


Attendiamo con ansia di vedere il resto.


Per adesso godiamo del trailer


Edoardo



2 Comments

  • Rispondi maggio 29, 2012

    Marì

    Libro da leggere e film da vedere…sarà una gioia per gli occhi! Non trovi un forte parallelismo con la nostra società di quest’ultimi anni? Tanta apparenza e poca sostanza…
    Passa a trovarmi ^_^ Kiz Marì

  • Rispondi maggio 30, 2012

    I monili 2010

    Sicuramente 😉 Un film e un libro come questo non esce fuori dopo anni così, per caso… E’ sicuramente un voler segnalare un parallelismo infelice con un’era vacua e frivola, che ci coinvolge nel presente.

    I corsi e i ricorsi storici di Vico. Dovevamo ritornare a una fase di decadenza. E’ la nostra, quella attuale. Come negli anni 20 a nulla oggi si dà più importanza che a un party esclusivo o a un paio di scarpe di Manolo Blanik o un gioiello Tiffany.

    Riflettiamo.

    A presto !

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